In Umbria: prodotti tipici della Valnerina
La Valnerina ricca di boschi e pascoli è anche ricca di frutti selvatici.
Accanto al tartufo, re di questi prodotti, molti altri frutti hanno da sempre
allietato le tavole e la gastronomia di questa terra.
Nei boschi e lungo i sentieri si trovano fragole, more e lamponi per fare
deliziose marmellate; in primavera di può assaporare con piacere
la frittata o il risotto agli asparagi selvatici o ai lupari. Fra i pascoli
o tra i boschi si può andare in cerca del delicato "turino" o del
più saporito "porcino".
Questi prodotti, un tempo necessari alla sopravvivenza degli abitanti sono
ora diventati una risorsa economica dando origine ad aziende di produzione
e trasformazione dei prodotti come funghi, frutti di bosco, ma soprattutto
la lavorazione e commercializzazione del tartufo.
La trota di fiume è la regina è molto diffusa per i suoi affluenti
del fiume Nera, pesce tipico delle acque dolci. Diffusa è la cucina
a base di trota e di gambero tra cui la trota al tartufo. Le numerose sorgenti
hanno favorito lo sviluppo di allevamenti di trotte della Valnerina.
Il farro e la lenticchia della Valnerina sono rinomati in tutto il mondo
per la loro qualità ineguagliabile. Famosi ovunque le lenticchie
di Castelluccio, coltivate ai piedi del monte Vettore, e il farro di Monteleone
di Spoleto.
La tardiva fioritura degli altopiani permette alle api di produrre il miele
della Valnerina, nettare dolce e delicato.
La cucina di Norcia ha una tradizione gastronomica di notevole rilievo,
la "norcineria", ovvero l'arte di preparare i prosciutti e salumi richiama
ogni anno numerosi turisti.
Le strade dei vini
L'Umbria è una terra ricca di storia arte e cultura. Sono state realizzate
quattro strade del vino che ripercorrono itinerari suggestivi e ricchi di
vocazione vitivinicola con particolare riferimento ai luoghi delle produzioni
qualitative a denominazione di origine.
La strada dell'olio DOP Umbria
Di collina in montagna l'Umbria più Umbria che c'è. Terra fortunata,
terra incantatrice, terra jucunda come la chiamò San Francesco d’Assisi.
E' la Valle Umbra immersa nel cuore del 'cuore verde d’Italia, dove l'Umbria
è più Umbria che altrove. Perchè qui, soprattutto, l’immensa
distesa di ulivi e di viti profuma l’aria e dà sapore alla vita semplice,
operosa, ma al tempo stesso lenta, che si conduce ancora oggi da queste
parti. 'Museo diffuso', così detto per le mille espressioni d’arte
che spuntano da ogni piega del terreno, foriero di altri musei nati per
celebrarne la storia e le tradizioni ed esaltarne i prodotti.
